Omicidio di Montespaccato, un’altra storia di bambini contesi
Un bambino di soli 10 mesi conteso. Sembra che ci sia questo dietro l’omicidio avvenuto nel pomeriggio di ieri al quartiere Montespaccato di Roma. Ne ha parlato a “Ho scelto Manà” Enrico San dell’Associazione Figli Contesi. “Noi padri separati e divorziati – esordisce – ci vediamo privati di tutto: figli, casa e soldi. Si arriva all’esasperazione che a volte può sfociare in questi drammi. Ovviamente un atto di violenza non può mai essere giustificato, neanche dalla depressione più acuta”. Purtroppo storie in cui i bambini vengono negati ad un genitore o, peggio ancora, in cui vengono strumentalizzati per colpire un ex coniuge se ne sentono troppe. “Il dramma, – continua – in questi casi, è che un figlio diventa un oggetto e la legge non è in grado di evitare tutto questo”. Secondo le norme vigenti, l’affido congiunto prevede che entrambi i genitori debbano trascorrere la stessa quantità di tempo con i propri figli. “Nella realtà, – spiega San – purtroppo però, non è così. E generalmente sono quasi sempre i padri a farne le spese, perché riescono a condividere con i propri figli solo poche ore a settimana”. E la figura del mediatore familiare, istituita proprio per gestire situazioni in una coppia prevede la separazione o il divorzio? “Purtroppo ci si rivolge a queste figure – conclude – sempre dopo anni di diatribe. Sarebbe meglio, invece, se la legge consentisse di rivolgersi al mediatore familiare nella fase iniziale. In questo modo si eviterebbero delle lungaggini che risultano essere deleterie in primis per i bambini”. Chissà che questa altra triste storia non solleciti ad una riforma seria del diritto di famiglia.
Redazione Le Novae/cd
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