Musica. Esclusiva Radio Manà Manà. Mario Biondi: “Sono sorpreso dall’ accoglienza inglese. Sanremo? Ci andrò, ma non ora…”
In questi giorni sta conquistando Londra con la sua musica con quattro date (le ultime questa sera e domani) al ‘Ronnie Scott’s’ che hanno fatto registrare il tutto esaurito. Mario Biondi, in attesa di tornare in Italia il 7 marzo all’Auditorium Parco della Musica, si ferma solo per noi di Radio Manà Manà.
Com’è cantare davanti al pubblico inglese?
Bellissimo, un emozione unica. E’ un pubblico molto caloroso. Sono esterrefatto, questo tipo di accoglienza sinceramente non me l’ aspettavo.
Molti cantanti italiani come Tiziano Ferro hanno affermato che vivere a Londra è più semplice perché non si è sotto pressione da parte dei fan e della stampa. E’ vero?
Dipende sempre cosa cerchi e quanto tempo vivi in un luogo. Io posso dire che da quando sono a Londra ho provato varie volte ad uscire per strada ma è stato impossibile perché sono stato assediato dai fan e dai giornalisti.
Nel tuo album “If”, c’è una collaborazione importante con un virtuoso chitarrista, Giovanni Baglioni. Come mai proprio lui?
E’ una collaborazione nata un po’ per caso, stavo registrando il brano in uno studio a Roma, ma non riuscivo a trovare il giusto inizio del brano. Allora ho deciso di fermarmi un attimo e di uscire dallo studio. Nei corridoi ho trovato un giovannotto con la chitarra posizionata sulle gambe che faceva delle cose meravigliose. Subito mi ha colpito e gli ho chiesto se gli andava di suonare sul mio pezzo. Giovanni ha detto subito sì e in un attimo, con il suo linguaggio musicale, ha risolto il problema dell’introduzione del brano.
Tu provieni dal jazz, per avere successo in altro forme musicali bisogna passare per la musica leggera?
Dal punto di vista commerciale ci sono dei parametri difficili da comprendere. Io sono riuscito a combinare qualcosa a 36 anni, perseguendo sempre la mia linea che non è propriamente popolare. Se una persona decide di abbracciare la musica, o l’arte in genere, deve farlo a prescindere da quello che può essere il risultato commerciale.
Hai parlato del tuo successo che è arrivato da adulto. Come lo vivi?
Nonostante l’età all’inizio mi ero inebriato di questo risultato. Poi dopo sono riuscito a riequilibrare le cose e a vivere in maniera consapevole il risultato. Adesso presto meno attenzione alla mia notorietà e ogni tanto mi stupisco del fatto che molte persone mi riconoscano. Cerco di evitare i salotti ed esco poco, se non per lavoro.
Canti in inglese per il genere di musica che hai scelto o ci sono altri motivi?
Mi sono innamorato della musica oltreoceano da bambino, ascoltavo dischi soul e jazz anche 10-15 volte al giorno. Ho iniziato poi a fare musica e suonare a 16 anni in un locale a Taormina che aveva clienti stranieri e avevo l’obbligo di fare musica straniera. E’ stato, quindi, un percorso già delineato .
Tra poco inizia il Festival di Sanremo, dove tu sei stato solo ospite. Ci torneresti come concorrente?
Ne ho parlato recentemente con Gianni Morandi , ma in questo momento sono molto concentrato sulla mia esperienza all’estero che mi sta dando tante soddisfazioni, oltre che in Inghilterra, i miei brani sono ascoltati in tutta l’America meridionale e settentrionale. Per questo non mi do una data, ma magari un giorno, non molto lontano, potrei partecipare. Di sicuro non ci andrò quest’anno.
Intervista realizzata dal nostro inviato a Londra Federico Farcomeni.
Trascrizione Francesco Frattarelli
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